

Prima di intervenire direttamente sulla tavola, soprattutto quando si tratta di colorazione diretta, conviene sempre farsi degli studi preparatori prima.
Per chi ha meno pratica conviene suddividere lo studio in due fasi:
Primo, uno studio del chiaro scuro legato principalmente al rapporto tra luce ed ombra, quindi valutare quelle che possono essere le variabili create dalla luce durante l’arco di una giornata o la scelta della stagione. Una giornata d’estate ha una luce più intensa di quella d’inverno.
Secondo, uno studio inerente la scelta dei colori, che può variare dal colore dell’oggetto al colore dell’atmosfera, il luogo dove è collocata la storia.
Una volta presa confidenza con questi due elementi distinti, in realtà, l’approccio alla preparazione della tavola si risolve in un bozzetto unico. Anche perché altrimenti il lavoro diventerebbe troppo lungo. Per velocizzare i tempi di lavorazione è preferibile lavorare abbastanza in piccolo per evitare due cose, uno l’eccesso di tempo e due il dilungarsi nei dettagli. L’ideale sarebbe lavorare con un pennello abbastanza grande.
In fase di studio non è importante la tecnica ma la teoria, quindi non ci si dovrebbe divulgare troppo nella precisione dei dettagli, ma valutare l’immagine nel suo insieme, decidere come agire per raggiungere quelle che sono le nostre intenzioni, come ottimizzare gli spazi che abbiamo all’interno dell’immagine e quanti colori usare. A questo punto interviene la tecnica che ci permette di mettere “in bella” ciò che abbiamo simulato negli studi.
