lunedì 22 settembre 2008

LUMINOSITA'_SATURAZIONE_TONO

LUMINOSITA', SATURAZIONE e TONO sono le tre parole che descrivono un colore, ma qual'è il loro significato? casa serve sapere l'etimologia di una parola?
La mia risposta è semplice, imparare a orientarsi.
Chiunque abbia a che fare col disegno o il colore, inizialmente è mosso da un'atto istintivo che non è controllato razionalmente se non in un secondo momento.
Così se immaginiamo di essere un punto in uno spazio buio, per poterci muovere avremmo bisogno di orientarci, per non andare dove non vogliamo andare.



La LUMINOSITA' ci indica principalmete la fonte di luce, quindi il bianco, in relazione al nero otteniamo l'asse verticale.



L'altra coordinata minima di cui ho bisogno per poter valutare la posizione di un punto su di uno spazio bidimensionale è la linea orizzontale che nel colore è rappresentata dalla SATURAZIONE.



Se lo spazio diventa TRIdimensionale allora abbiamo bisogno della terza coordinata che è il TONO, rappresentata dalla diagonale.



Come nel disegno questi tre elementi possono invertirsi o variare a seconda di come ci collochiamo rispetto alla sfera cromatica che è il nostro spazio virtuale su cui ci muoviamo.

8 commenti:

Claudio Cerri ha detto...

Un post molto interessante!

sara ha detto...

ma secondo te , il colore, non dovrebbe avere anche una totale armonia bilanciata tra : funzionalità, gusto e tecnologia ?
a tal proposito, mi viene in mente, che i tanto decantati quadri del caravaggio, secondo studi degli anni 90, si avvalevano del grande aiuto della ancora per quei tempi sconosciuta, camera ottica.
per quanto riguarda la composizione dei colori, mi sembra che si ripeta lo stesso discorso della tecnologia che ha consentito di costruire le piramidi: vale a dire che per una cosa o l'altra, i colori che venivano impiegati un tempo, sono per lo più irriproducibili per le nostre conoscenze in materia...

SILVIO ha detto...

Ciao Sara, il colore come il disegno innanzitutto sono linguaggi dell'uomo, linguaggi visivi invece che verbali. Le varie teorie e applicazioni cambiano a seconda della richiesta lavorativa, la teoria che è sempre razionale è utile per civilizzare ed esprimere meglio il proprio pensiero, più vocabili ho a disposizione più sarà semplice farmi capire. L'equilibrio dell'uomo sta sempre tra istinto e ragione....
Caravaggio come altri hanno trovato metodi (razionali) di lavoro per arrivare ad un metodo che fosse funzionale al proprio modo di vedere, Caravaggio amava il buio e lavorava al chiuso, Van Gohg amava la luce e lavorava sotto il sole. La teoria del colore racchiude quei principi che concordano con ogni applicazione cromatica (pittura,cinema,architettura,effetti
luci..etc...)

serena ha detto...

a quando allora un tuo post sul tipo di carta da usare? speriamo presto .
grazie

peppe liotti ha detto...

Ciao!Ho dato un'occhiata al tuo blog ed è veramente interessante, complimenti per i tuoi lavori e grazie per le tue preziose spiegazioni!
insegnare è una missione e nel tuo caso non rimane una frase fatta.
complimenti ancora

SILVIO ha detto...

Ciao Serena, la carta certo, il problema principale è che non sempre è semplice trovarla. Spesso chi vende cede alle proposte di mercato come ad esempio ultimamente potrai trovare facilmente varie tipologie di carta Canson...forse tra un pò ce ne sarà un'altra chi lo sa.
Consiglio pratico, controllare sempre la grammatura, per colorare è indispensabile partire da una grammatura di minimo 180gr. Se si vuole lavorare bene almeno 220gr.
Per chi fa fumetto e spesso deve lavorare al tavolo luminoso non conviene avvicinarsi troppo ai 300gr. altrimenti non si riesce più a vedere il foglio sotto.
Esistono tipologie diverese di carta, ruvido, semiruvido e liscio.
Per chi come me lavora in colorazione diretta, cioè unico originale china/colore, il semiruvido è indispensabile.
La carta ruvida esiste con più o meno cotone per l'acquerello o telata per acrilici o altro.
Consiglio di comprare i foglio scolti di solito 70x50 per avere più scelta. Le marche francesi o la classica Scholler sono quasi sempre buone, la Fabriano che si trova dappertutto no, a meno che si vada su produzioni specifiche, per capirci il classico F4 ruvido o liscio vanno bene per studi e bozze ma non sono qualitativamente professionali.(parere personale)
Scusa per il ritardo, poi crcherò di fare un post più esauriente.

eLeNa VeRoNeLli ha detto...

ciao Silvio!
ti ringrazio! passa quando vuoi, e suggerimenti e critiche sono sempre ben accette, lo sai!
adesso mi son trasferita nella periferia di Barcellona, vediamo se qui incontro qualcosa di buono, sicuramente è una città piena di stimoli, anche se la calca della grande città non mi piace...
quando avrò la possibiltà farò come hai fatto tu, mi troverò un posto tranquillo in mezzo al verde!!
un abbraccio e ti auguro un buon lavoro e una buona vita

Anonimo ha detto...

imparato molto